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Il Cliente può essere risarcito per la mancata erogazione del mutuo se la banca per errore lo segnala alla Centrale rischi

La banca che fa la segnalazione alla Centrale rischi per errore risarcisce il cliente per la mancata erogazione del mutuo.

Non solo: il consumatore ha diritto anche al danno morale ma solo nel caso in cui provi il pregiudizio alla sua immagine.

Lo ha sancito la Cassazione con la sentenza n. 4443, depositata oggi dalla terza sezione civile.

La Corte suprema respinge il ricorso di un istituto di credito che aveva segnalato alla Centrale rischi il nominativo di una donna perché il suo patrimonio era gravato da una garanzia reale concessa in favore di un uomo. La segnalazione, non vera, aveva indotto una banca a non concedere il mutuo per l’acquisto di una casa alla donna, costretta a vendere tre immobili di sua proprietà e subendo un danno patrimoniale di 200mila euro.

Il Tribunale di Torino, in parziale accoglimento della domanda, stabiliva un risarcimento per danno patrimoniale più basso (90mila euro).

Contro tale decisione ricorre la banca sostenendo che la mancata erogazione del mutuo non sarebbe stata una conseguenza dell’errata iscrizione del nominativo della donna in Centrale rischi. L’Istituto di credito sosteneva che il giudice di merito non aveva tenuto conto dei documenti depositati dalla banca dai quali emergeva la prova dell’assenza del nesso causale necessario all’accoglimento della domanda risarcitoria della donna.

Per Piazza Cavour il ricorso è infondato, poiché risulta «dalla comunicazione di diniego del mutuo sottoscritta dal direttore della filiale della banca che tale diniego era stato determinato dal rilievo in Centrale rischi delle garanzie prestate all’uomo e riconducibili alla donna. Tale circostanza è stata pure confermata dal detto direttore, escusso come teste, sicché i documenti, la ritualità dell’acquisizione dei quali è stata peraltro contestata dalla controricorrente, cui fa riferimento generico la ricorrente sarebbero stati comunque irrilevanti».

Così come quello principale anche il ricorso incidentale della donna, finalizzato a ottenere anche il danno morale, non può essere accolto.

E questo perché la controricorrente non ha dimostrato di aver subito, con la segnalazione, un pregiudizio alla propria immagine.

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